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Creare un chatbot Telegram in Go

In questo articolo vedremo come creare un chatbot, ovvero un risponditore automatico, per la piattaforma di instant-messaging Telegram, in linguaggio Go. Il linguaggio Go è stato introdotto da Google e presenta caratteristiche interessanti che lo rendono particolarmente utile per la creazione di servizi web. La sua caratteristica centrale sono le go-routine, ovvero dei thread di esecuzione leggeri, particolarmente utili nella programmazione concorrente. Ma andiamo al dunque e iniziamo a vedere il codice. Innanzitutto, occorre ovviamente avere un account Telegram e registrare il proprio risponditore automatico tramite il bot @BotFather. Per far ciò inviamo il comando

/newbot

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Sviluppare un sito web con il framework python Django

Tra i vari framework per lo sviluppo di applicazioni web uno che si distingue per facilità di utilizzo senza compromettere le possibilità d’uso è sicuramente Django. Django utilizza il versatile linguaggio python che dall’utilizzo nella computazione scientifica, a linguaggio di scripting, a linguaggio web sta piano piano diventando sempre piu centrale. Per iniziare, dopo ovviamente aver installato python, apriamo un prompt dei comandi o una shell bash su linux e digitiamo:

$ pip install django

Fatto. Pip, il package manager di python si occuperà di scaricare il pacchetto, è installarlo con tutte le sue dipendenze.

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Testare l’areodinamica di un profilo alare con Autodesk CFD

Dopo aver visto in un precedente articolo come simulare l’aerodinamica di un veicolo con ANSYS Workbench, oggi esaminiamo un airfoil, ovvero un profilo alare con Autodesk CFD 2017. Il profilo scelto è il NACA 4415, scaricato in formato STEP da grabcad.com e fissato con angolo di attacco nullo. Per prima cosa dobbiamo scaricare il software nella sua versione student registrandoci sul sito di autodesk. Dopodicchè apriamolo e creamo un nuovo progetto importando il nostro modello.

Il risultato che avremo alla fine del nostro studio

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Testare il machine learning con Scikit-learn

In questo post riprodurremo uno dei primi esempi nel campo del machine learning, ovvero dell’apprendimento automatico, cioè il riconoscimento dei numeri scritti a mano del database MNST. I principali metodi che si usano in questo tipo di applicazioni sono le reti neurali, il teorema di Bayes, gli alberi di decisione e il metodo del nearest-neighbor. La descrizione di questi algoritmi va oltre lo scopo di questo post ma in tutti i casi bisogna prima effettuare una fase di addestramento del modello, in questo caso chiamato classificatore, cioè mostrargli l’immagine da decodificare e la risposta esatta, dopodicchè si può metterlo alla prova con altre immagini e vedere se riesce a leggere correttamente i nostri numeri.
il risultato del nostro test

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Simulare l’aerodinamica di un veicolo con ANSYS

Uno dei campi che sta riscontrando maggior sviluppo negli ultimi anni è quello della cosiddetta CFD, la fluidodinamica computazionale. La fluidodinamica è la branca della fisica che studia il moto dei fluidi, ovvero liquidi e aeriformi, e si basa sulle equazioni di Navier-Stokes che sono per questa branca l’equivalente delle equazioni di Maxwell per il campo elettromagnetico. Il software che useremo è ANSYS Workbench nella versione Student, scaricabile gratuitamente dal sito del produttore. Questo software oltre alla CFD permette di fare simulazioni fisiche di ogni tipo da quelle di resistenza meccanica, a quelle di trasmissione del calore e a quelle elettromagnetiche.

La geometria della nostra autovettura

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Realizzare una stazione meteo con Arduino e Raspberry pi

Qualche tempo fa ho acquistato una Raspberry pi da collegare alla tv e usare principalmente come media server con Raspbian e Kodi. Dopo qualche giorno però mi sono chiesto come potessi sfruttarla al meglio e considerando che avevo anche una scheda Arduino in un cassetto, ho pensato di unire le due cose e costruire una piccola stazione metereologica! Per far ciò ho dovuto innanzitutto acquistare qualche sensore per rilevare i parametri metereologici ed in particolare la mia scelta è ricaduta su un sensore di temperatura ed umidità DHT11, e uno di pressione armosferica BMP180. Ho scelto di prendere entrambi della Sunfounder un pò per la marca, un pò perchè ogni sensore è dotato di un suo prestampato con un connettore di facile utilizzo e un pò perchè erano gli unici a beneficiare della spedizione prime su Amazon…

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Sviluppare un’applicazione mobile con Apache Cordova (II parte)

Nel precedente articolo abbiamo visto come installare il framework Apache Cordova ed abbiamo discusso dei vantaggi di realizzare un’applicazione mobile ibrida. In questo articolo invece installeremo gli strumenti della piattaforma Android e costruiremo una piccola applicazione di esempio. Innanzitutto per poter compilare per il robottino verde abbiamo bisogno di installare l’ambiente Java, scaricabile dal sito ufficiale al seguente link. Scegliamo la versione per il nostro sistema operativo e dopo l’istallazione inseriamo la cartella /bin di java nel path di sistema. Proseguiamo scaricando l’android SDK da questo link, installiamolo e inseriamo le cartelle /tools e /platform-tools nel path di sistema.

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Sviluppare un’applicazione mobile con Apache Cordova (I parte)

In questo articolo vedremo come costruire un’applicazione mobile ibrida, ovvero sviluppata come un sito web usando HTML, CSS e Javascript, ma che può essere “impacchettata” come se fosse un’applicazione nativa e quindi distribuita tramite gli store delle principali piattaforme. Per far ciò useremo il framework Apache Cordova, conosciuto anche come PhoneGap, che altro non è che una sua distribuzione.

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Realizzare un client REST con Angular.js

Dopo aver visto nel precedente articolo come costruire un server che espone un API di tipo RESTful, in questo articolo vedremo come realizzare un client web che usi il nostro servizio. Per far ciò quello che ci serve è essere in grado di effettuare delle richieste HTTP asincrone dalla nostra pagina web. Questo modalità di sviluppo di applicazioni web è conosciuta con l’acronimo Ajax che sta per Asynchronous JavaScript and XML, anche se in realtà il formato dei dati scambiati non deve essere necessariamente quest’ultimo.

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